La Banca del Riso
Per le famiglie degli agricoltori in Birmania, nell’Ayeyarwaddy

Sostegno alla cooperativa di agricoltori “The Rice Bank”. Si tratta di un esempio unico di solidarietà e organizzazione interna nel panorama birmano, dove per sottrarsi alla logica degli usurai, i beni dei cont
adini vengono messi in comune e si prevede – con il contributo delle Tende – la costruzione di un mulino, di un magazzino e la fornitura di sementi e strumenti per la lavorazione della terra.
Le Tende di quest’anno in Birmania vogliono sostenere un progetto che sta aiutando famiglie di contadini a passare da un’economia di “sussistenza” a una di “solidarietà e condivisione” per sconfiggere la povertà cronica che li attanaglia. L’azione è condotta da Padre Benjamin, sacerdote diocesano “assegnato”, per sua richiesta, al lavoro pastorale con i più svantaggiati, con i contadini più poveri della regione del delta del fiume Irrawaddy, nel distretto di Myaungmya (regione Ayeyarwaddy), a circa 200 km a ovest di Yangon, ex-capitale e centro più importante del Paese. AVSI ha incontrato padre Ben durante le operazioni di soccorso per Sostegno alla cooperativa di agricoltori “The Rice Bank”. Si tratta di un esempio unico di solidarietà e organizzazione interna nel panorama birmano, dove per sottrarsi alla logica degli usurai, i beni dei contadini vengono messi in comune e si prevede – con il contributo delle Tende – la costruzione di un mulino, di un magazzino e la fornitura di sementi e strumenti per la lavorazione della terra. l’emergenza a seguito dell’uragano Nargis.
Padre Ben vive una grande similitudine con i monaci benedettini che ricostruirono la civiltà organizzando la coltura dei campi, l’educazione dei villaggi e la vita spirituale delle loro comunità. Dal 2003, padre Ben promuove infatti azioni di aiuto sviluppo dei contadini, spesso emarginati nel contesto nazionale. In tal modo è già riuscito a sollevare dall’indigenza oltre 300 famiglie della zona, portando un esempio per tutti.
Contesto socio-culturale. Molti contadini della zona sono arrivati nel delta da sfollati da altre aree, dove non cè ancora stabilità politica e sociale. Hanno sviluppato un fortissimo senso d’identità, legata alla loro lingua, alle loro tradizioni, alle loro fedi e sono visceralmente legati alla loro terra. Il problema generale è semplificato da questo dato elementare: pur essendo la Birmania un paese che produce più riso di quel che consuma, pur essendo il delta la “risaia” del paese, a fine raccolto nelle mani dei contadini non rimane a sufficienza per affrontare dignitosamente la vita. I contadini, o almeno la maggior parte di loro, sperimentano, sia prima che dopo il raccolto, una grave povertà che arriva fino ad intaccare il bisogno fondamentale del cibo quotidiano.
Bisogni della popolazione. La popolazione del delta ha quotidianamente necessitàà basilari legate alla loro stessa sopravvivenza. La scolarizzazione e gli indica
tori sanitari sono miserrimi, ma il problema più sentito è l’instabilità alimentare legata, a sua volta, alla produzione agricola. Per circa 6 mesi l’anno le persone senza un reddito fisso e i contadini senza terra devono chiedere a familiari e amici il riso necessario per il sostentamento. In queste comunità sono i poveri a prendersi a carico quelli più poveri di loro. La mancanza di guadagni certi da lavoro rende fondamentale la proprietà di terra da cui ricavare cibo e reddito. Tuttavia, negli ultimi anni i contadini vittime dell’usura si sono impoveriti, fino a perdere ogni avere. Rimanere “attaccati” ai propri terreni e alle proprie comunità è per loro il punto d’inizio da cui partire per poi soddisfare gli altri bisogni di base. Solo con un miglior apporto nutritivo è pensabile di migliorare le condizioni sanitarie, specie di piccoli, malati e anziani.
La Banca del Riso. Il fulcro è il rafforzamento della Banca del Riso esistente tra i contadini della cooperativa di Myaungmya e creata nel 2003 per iniziativa di Padre Ben. Dai primi 35 contadini si è passati a 650 famiglie, con oltre 6.500 beneficiari. Ma solo la metà sono soci effettivi, gli altri sono in lista di attesa per mancanza di risorse. Alla Banca del Riso i beni dei contadini vengono messi in comune e diventano un patrimonio che ogni anno viene ridistribuito ai soci in occasione della semina, e a favore anche delle famiglie dei contadini in difficoltà.
Cosa sono le Tende
Un importante gesto di carità
Nato nel 1990 per sostenere i primi volontari di AVSI raccogliendo fondi e facendo conoscere il loro lavoro nel mondo a favore delle popolazioni più fragili. La “prima Tenda” era un semplice banchetto allestito fuori da un supermercato in Lombardia, ricalcando la fine degli Anni ’50 quando i giovani studenti guidati da don Giussani andavano nella “Bassa”, la periferia povera di Milano, a portare gratuitamente attenzione e compagnia alle famiglie indigenti, senza il pretesto di trovare risposte, né realizzare azioni filantropiche, bensì imparare attraverso un gesto esemplare che la legge ultima dell’esistenza è la gratuità, la carità, contro ogni possesso egoistico.
Da allora nel periodo natalizio le Tende di AVSI sono diventate una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi realizzata grazie al coinvolgimento di una rete di oltre 12mila sostenitori volontari, AVSI Point, in Italia e all’estero. Ogni anno viene presentato un tema specifico, con uno slogan che vuole far iflettere sulla condizione dell’essere umano nel mondo, e che detta anche la scelta di progetti che hanno particolare necessità di essere sostenuti.






